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Ecco qui come io cambierei l’Italia….

giugno 11, 2010

Mi sono sempre chiesto cosa avrei fatto io per cambiare il mio paese. In caso fossi mai eletto. L’unica soluzione fu quella di apportare dei cambiamenti radicali al sistema politico Italiano. Altamente opinabili e sicuramente non condivisibili. Ma questo è come io cambierei l’Italia. Nel mio piccolo avrei fattò cosi!

–          Dimezzamento del numero di Senatori e Parlamentari

Diminuire il numero dei parlamentari comporterebbe un risparmio amministrativo non indifferente. Basti pensare che al momento servono la nostra repubblica ben 945 persone tra onorevoli e senatori, i quali, con uno stipendio medio di 18.000 Euro mensili, sottraggono solo di salario ben 204.120.000 euro l’anno, ovvero oltre un miliardo di euro per un mandato esecutivo.

Dimezzando tale numero si arriverebbe a salvare solo di stipendi ben 500.000.000 di Euro. I quali potrebbero essere investiti in altre risorse umane o settori come sanità, beni culturali e istruzionie che sono alle ultime posizione per quanto riguarda gli investimenti.

–          Riduzione dello stipendio parlamentare da 18.000 a 9.000 mensili. La pensione non sarà a vita ma corrispondente al numero di anni prestati da parlamentare.

Sempre sulla stessa onda, oltre che a dimezzare il loro numero propongo il dimezzamento del salario a 9.000 euro mensili, cifra comunque altissima per svolgere il ruolo di deputato. Questo porterebbe, sempre parlando solo in termini di stipendi un ulteriore salvataggio di 250.000.000 di euro a legislatura i quali sommati ai soldi risparmiati con quanto suggerito nel paragrafo precedente creerebbe un salvataggio netto di 750.000.000 di euro!!!

–          Mandato legislativo quadriennale

Chiunque, parlamentari, senatori, ministri, presidente di camera e senato saranno soggetti a 4 anni di mandato esecutivo, 4 anni è un numero sufficiente di anni per poter avviare o distruggere un paese.

–          Numero massimo di legislature per le quali si può essere eletti: 2 ( con conseguente eliminazione della carica di senatore a vita)

Tutti i cittadini italiani possono prestare servizio presso il parlamento il senato e il quirinale in veste di politici quali onorevoli, senatori e presidenti solamente per un numero massimo di due mandati. Tale numero rimane invariato anche qualora i mandati non siano stati completi (ovvero di otto anni in totale). Tale legge obbligherà i partiti ad un rinnovo generazionale continuo ed eviteranno a persone la possibilità di “campare” facendo il politico. Il politico serve i cittadini. Non viceversa. 8 anni al servizio del popolo italiano sono più che sufficienti.

–          Aumento del potere di veto del Presidente della repubblica sulle leggi emanate dal parlamento.  Al secondo veto posto dal presidente, la legge anziché essere promulgata viene sottoposta al giudizio della Corte Cost. la quale ne indicherà la costituzionalità entro 30 gg. Fino al verdetto la legge viene considerata non valida.

–          Riduzione carica Presidente Rep. a 6 anni, massimo 2 mandati.

Abbassamento effettuato per mantenere una proporzione simile a quella del mandato parlamentare.

–          Obbligo dei parlamentari a presenziare l’80% delle sedute.

La verifica verrà effettuata al secondo anno di mandato e al quarto. Pena l’impossibilità di ri-candidarsi e perdita al diritto della pensione parlamentare.

–          Obbligo di residenza a Roma per Parlamentari e membri del governo durante i loro mandati.

Come ai comuni mortali viene chiesto il trasferimento per cause di lavoro anche i Parlamentari devo trasferirsi a Roma, affinché lo Stato non debba provvedere al pagamento di ogni singolo movimento che questi compiano. 9000 Euro di Salario sono sufficienti per avere un abbonamento dei mezzi, comprare un auto e a pagare un affito in zona centrale di Roma.

–          Presentazione dei ministri e dell’ equipe di governo prima delle elezioni politiche da parte delle coalizioni candidate.

Con relativa pubblicazione on line delle fedine penali di ogni singolo futuro “ministro” e di ogni candidato parlamentare che si presenterà alle elezioni. Il cittadino deve avere la possibilità di scegliere i propri candidati anche in base alla loro onestà. Fino a quando un cittadino, con dei procedimenti in corso non sarà dichiarato colpevole può presentarsi alle elezioni. Sarà la gente a decidere tra un candidato pulito e uno teoricamente “sporco” secondo coscienza. NON sono ammessi in parlamento condannati, a prescindere dal grado di condanna. Un parlamentare, membro del governo o dell’opposizione se condannato perde la sua carica e il diritto alla pensione. Per le 4 cariche più alte dovrà essere il CSM ad analizzare la condanna ed in caso confermarla o respingerla. In caso ad essere condannato sia il primo ministro, il capo del Senato diventa premier ad interim fino a fine mandato. Dopodiché si va ad elezioni e il presidente uscente a causa della condanna non potrà mai più ricandidarsi.

–          Votazioni effettuate in parlamento dai parlamentari con riconoscimento di impronta digitale.

Questo sistema consente di contare le partecipazioni dei parlamentari alle sedute ed evita il famoso problema dei “pianisti”.

–          Uso del limitato del DL

Applicabile solamente in caso catastrofe naturale, grave crisi economica e gravi condizioni sociali, nessun DL potrà essere eseguito a favore di politici, partiti o cariche politiche.

–          Numero limitato di “Fiducie”

Il governo deve portare avanti il paese senza dover ricorrere a ricatti interni alla coalizione. Per mandato saranno conesse massimo 10 fiducie. Superata la decima se il governo non sa proseguire oltre con l’esecutivo andrà ad elezioni anticipate.

–          Controllo regolato dell’ immigrazione

E’ la parte più contorta della riforma ma è indispensabile affinché si possano rispettare i diritti dell’uomo nel senso vero del termine. In base alle proprie capacità economiche il Paese accoglierà per quanto possibile un numero di immigrati che verrà stabilito di volta in volta da una apposita commissione.  Il numero pianificabile deve essere programmato ogni 4 anni in base a disponibilità di lavoro del singolo e a disponibilità economica della nazione.   Verranno accolte le persone richiedenti asilo secondo le norme stabilite dalla legge in caso di guerra, violazione dei diritti personali e persecuzione.

–          Abolizione del contratto a tempo determinato.

Verrà istituita la tassa sul licenziamento (TFR il quale sarà proporzionale al tempo prestato in azienda), tassa che verrà pagata dall’ex datore di Lavoro, tale tassa servirà a sostenere l’ex dipendente nel periodo successivo al licenziamento.

–          Sistema di re-distribuzione delle tasse.

Revisione delle attuali aliquote, alzando la soglia di povertà per tutte le famiglie con 3 persone a 23.000 euro lordi l’anno.

–          Matrimonio civile per persone dello stesso , divorzio rapido e possibilità di nuovo matrimonio in tempo inferiore ad un anno. Lo stato tutela la famiglia e i figli, fornendo loro servizi quali asili nido e incentivi bonus quando possibile. Non ha intenzione però di non tutelare persone che anche dello stesso sesso hanno deciso di passare tutta la loro vita assieme.

–          Obbligo per un membro del CDM di presentarsi a turno una volta al mese davanti a 15 cittadini Italiani, aventi diritto di voto,  estratti a sorte  dalle liste elettorali e rispondere alle loro domande in diretta TV.

–          Messa in onda di ogni seduta parlamentare su canale dedicato.

–          Indipendenza della televisione pubblica dal parlamento (seguendo la riforma Spagnola)

–          Revisione del numero delle autoblu. Ridurre il loro numero al minimo indispensabile. L’auto blu spetta solo alle 4 cariche dello stato, più i ministri con portafoglio. L’auto di servizio inoltre verrà data, sottoforma di servizio scorta, a chiunque dimostri evidente pericolo di vita. Spetta ai procuratori anti-mafia e chiunque sia minacciato dalla criminalità organizzata. Tale riforma è in grado di far risparmiare più di 20 miliardi di euro l’anno, cifra che attualmente impiegata.

–          Abolizione dell’8 per mille, Il quale verrebbe impiegato per creare isituzioni pubbliche atte al sociale. Un miliardo di euro l’anno che anziché uscire dalle casse statali per finire in quelle del Vaticano, rimangono a disposizione dello Stato stesso ad uso esclusivo dei cittadini che hanno bisogno. (Mense per i poveri, alloggi provvisori per disoccupati etc.)

–          Obbligo di acquisto con carta. Abolizione delle spese di gestione a carico sia del titolare che del cliente. Obbligo conseguente di rilascio di ricevuta fiscale. (si recupererebbeo miliardi di euro evasi!)

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