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6 domande ad Antonio Barillà – Laicità dello stato

giugno 15, 2010

Antonio Barillà è il fondatore della pagina “Laicità dello stato” su Facebook. In tempi brevissimi la pagina ha raccolto circa 220.000 adesioni. Qui di seguito una breve intervista sul suo concetto di Laicità! Ancora grazie ad Antonio, anche lui ha contribuito a partecipare a questo mio piccolo blog, nato con l’intenzione di essere un Open Blog, ovvero dove la parola non è solo la mia, ma anche quella degli altri!!! E ora l’intervista!!!

1) – sei il fondatore di uno dei gruppi più numerosi di FB. Laicità dello Stato. Rappresentare un concetto come la Laicità, ma soprattutto intendere in modo univoco la Laicità non è cosa facile. Quindi la prima domanda è: cosa è per te di fatto la Laicità e come si traduce?

Per me Laicità in una parola è Autodeterminazione, in una frase è “i dogmi di qualcuno non sono le regole di tutti” o forse meglio “tu libero di non fare, ma io libero di scegliere”. Credo che questo sia il modo più oggettivo di vivere la Laicità dello Stato come credo di poterti dare ragione quando dici che non è cosa facile intendersi in modo univoco. Ognuno infatti paradossalmente ha un proprio concetto di Laicità, persino i clericali si ritengono laici e chiamano laicisti coloro da cui vogliono distinguersi. Ma a mio avviso il laicismo non esiste, è solo un’invenzione di chi amministra il potere e quindi vuole preservarlo, al massimo concedendo qualche compromesso, e quindi vuole essere padrone anche della Laicità stessa che non può essere ingabbiata, che non è compromesso. Laicità è lettura della realtà in modo libero e scevro da dogmi. Se il tuo dio, la tua dea, il tuo spirito guida, la tua religione ti indica la strada, quella strada vale per te e nessuno può permettersi di impedirti di percorrerla. Lo stesso principio però deve valere anche per gli altri. Come si traduce tutto ciò? (così torno alla tua domanda) Si traduce che se la tua religione ti impedisce di abortire, tu non farlo, ma non puoi impedire ad altre donne di seguire le tue regole. Se la tua religione o il tuo Papa ritengono abominevole l’Amore omosessuale, questo non significa che gli omosessuali debbano essere emarginati senza strumenti per la loro vita: tu non riconoscerai quell’Amore ok, affari tuoi, ma gli affari loro dovranno essere liberi di viverseli come tutti, allo stesso modo, né più né meno. Se la tua religione non ti permette di scegliere le cure in fin di vita, bene, vorrà dire che tu seguirai la tua religione, ma gli altri seguiranno le loro idee. Non mi sembra così irragionevole. Eppure lo è, eppure ogni giorno in Italia qualcuno incolla le proprie regole agli altri, qualcuno in base a ciò che ha scelto, impone agli altri. Nel profondo sappiamo benissimo che è una questione di potere: la religione vuole mantenere il suo status, la politica codarda e vigliacca vuole avere i voti della maggioranza. E’ un business, è un governo bipartisan di genuflessioni.

2) – Molte persone religiose vedono la Laicità come un nemico da sconfiggere. Come se la Laicità in qualche modo equivalga all’annullamento di un credo… la vedi cosi?

Ovvio che no. Laicità dello Stato non è ateismo, molti atei sono laici, ma i laici non sono tutti atei. Il problema è che gli atei subiscono l’influenza dei clericali (i clericali sono una cosa, i credenti sono un ‘altra) ma molti credenti, tanti, più di quanto si pensi, sanno bene cos’è la Laicità dello Stato, la sostengono, la promuovono, la tutelano, tutelano il diritto degli altri a scegliere le proprie esistenze nel rispetto altrui. Sono una fetta molto importante di questo mare ed io nella pagina mi sono sempre dissociato da quelli che li associano alla più becera idea di religione offendendo la loro fede. I clericali sono una cosa su cui ci si potrebbe ragionare molto, i credenti sono tutt’altro. Come del resto è ovvio, ma poi non così tanto per tutti, che una cosa è la fede, un’altra è la religione, soprattutto quando sale di gradino in gradino e diventa potere delle gerarchie ipocrite. Se ti dico Don Gallo, secondo me capisci che anche un prete può seguire la sua vocazione come strumento di Dio ed essere al tempo stesso Laico e non clericale. Ma ho parlato di Dio ovviamente, non di qualcun altro.

3) – Molte volte e a mio avviso giustamente tratti argomenti che sfiorano il concetto di Laicità (vedasi aggressioni omofobe e parità dei diritti sociali). Leggendo i vari commenti che vengono esposti a riguardo molti iscritti sembrano essere ancora restii a tali tematiche. A cosa è dovuto secondo te?

Tra le info dettagliate della pagina ho cercato di spiegare un pò il quadro tematico degli argomenti che…nessuno legge purtroppo. Un quadro molto ampio che mira appunto a far conoscere tutte quelle tematiche che in modo più o meno indiretto soffrono l’assenza di Laicità. Bisogna conoscere le situazioni per comprenderle, bisogna mostrarle senza pregiudizi, di quelli che esistono spesso nelle fonti di informazione. L’omofobia e la transfobia o cmq tutto il filone di razzismi compreso quello propriamente inteso, sono assenza di Laicità perchè affondano le radici in visioni dogmatiche intollerabili e discriminatorie spesso alimentate dalle religioni e impediscono a delle persone di vivere liberamente in modo sereno e viversi pienamente. La condizione femminile è ancora oggi questione di Laicità, il fine vita, il biotestamento, la contraccezione, il sesso, l’aborto, le staminali embrionali, la ricerca e la scienza vincolate nella loro evoluzione, le coppie di fatto e i matrimoni civili per tutti sono questioni di Laicità. Qualcuno invece vorrebbe trovare in Laicità dello Stato solo le notizie del Papa o simili. Questo porta alcune volte come dici tu a dei malumori nei commenti, ma la questione commenti è molto più ampia e sfugge al mio controllo visto che non ho strumenti da moderatore. Capita così di trovarci i commenti omofobi, razzisti, offensivi oppure semplicemente quelli contrari. I primi sono dovuti purtroppo anche ad un’ondata di trolls, più o meno individuabili, che sta assediando la pagina, i secondi forse sono una risorsa perchè vuol dire che c’è la partecipazione anche da parte di chi non conosce o non condivide determinate cose ma partecipa comunque agli scambi. Per questo quelle poche volte che intervengo invito sempre a non usare sprecare l’occasione con toni aggressivi ma piuttosto mostrare la forza delle proprie idee spiegando, facendo capire, facendo conoscere le realtà ignorate o peggio che molti conoscono in modo fasullo. Perchè le persone ragionevoli sono disposte anche a cambiare idea. E ciò vale per tutte le parti.
Infine voglio ribadire che le adesioni alla pagina sono libere, oltre 200.000 persone non significa oltre 200.000 laici, ma ci sono molte persone che hanno visioni totalmente opposte ed entrano in gioco proprio per esprimerle. Per questo non ho mai capito chi si rimuove dai sostenitori, non perchè non condivide ciò che pubblico io, ma perchè legge cose che non gradisce. Laicità dello Stato non è un gruppo che si abbandona se nei commenti si trovano cose che non si condividono, Laicità dello Stato è una pagina con dei contenuti di cui rispondo personalmente, se quelli interessano/piacciono allora non conta poi l’uniformità di pensiero con gli altri. Non è un partito politico dove si hanno in generale solo convergenze, anzi il pensiero unico è qualcosa sempre di cui preoccuparsi.

4) – Un gruppo così importante come il tuo è riuscito in qualche modo a farsi notare dai politici?

Sinceramente non lo so, ma non credo. Se qualcuno ha notizie mi faccia sapere. Io sono estraneo ad ogni tipo di giro politico quindi davvero non lo so. Ricevo però da sempre molti messaggi in cui mi si ripete spesso che la mia pagina sposta voti politici. Io francamente non so che pensare…

5) – Secondo te quali sono i tempi evolutivi che ci consentiranno di avere uno stato Laico?

I tempi dipenderanno secondo me dagli altri e per altri intendo gli altri Paesi europei, il mondo intero che per quanto lo si possa rallentare gira e ha sempre girato in un senso: in avanti. Spesso è vero ci sono state delle regressioni, ma in termini di movimenti io le ho semplicemente sempre considerate dei blocchi. Quindi arriveranno altre conquiste laiche in questo Paese, certamente arriveranno sulle spinte esterne, certamente arriveranno quando saranno convenienti politicamente, certamente arriveranno tardi, forse prima per quelle tematiche che riguardano più persone (le minoranze da noi hanno vita difficile) ad esempio credo che una lunga riflessione colpirà il Paese quando questo (magari dopo un pò) si renderà conto che l’obbligo all’idratazione e alla nutrizione artificiali è barbarie. E così accadrà anche per il matrimonio gay (questo certamente molto lentamente): è di pochi giorni fa la notizia che anche in Islanda è stato reso accessibile a tutte le coppie, ormai chi resta? Meglio non rispondere…ma questo è un argomento complesso che solo Zapatero ha risolto in modo esemplare e naturale senza contrattare con nessuno: aprire il matrimonio alle coppie omosessuali non lede le esistenze delle coppie eterosessuali, quindi non c’è motivo di patteggiare con queste per portare alla parità la dignità delle prime. E’ un principio che in Italia non esiste. Qui tutti mettono bocca su tutto…quello che non li tocca. Proprio perchè è questione, mi ripeto, di potere. Ma ciò non è tollerabile. Però se posso aggiungere una nota OT credo che sia anche colpa delle associazioni glbtq che in Italia spesso sfiorano il ridicolo nelle loro azioni e comportamenti pseudo politici. Ma non mi dilungo…

6) – Come credi di fatto sia realizzabile una battaglia “concreta” per portare il nostro paese al livello di quelli europei per quanto riguarda l’indipendenza da istituzioni religiose??

Forse vale il principio di cui parlavo prima ovvero l’apertura agli altri Stati ed alle loro politiche, ma c’è sempre il problema della nostra politica che sia a destra che a sinistra fa pena. Credo però molto nel potere dell’informazione in questo caso dell’informazione tramite la rete. Se mostri alla gente quello che non sa in modo puntuale e soprattutto efficace, la gente inizierà a porsi delle domande. In fondo è questo l’obiettivo della pagina. Ho pubblicato ad esempio giorni fa un video sull’8×1000 che diceva cose che tutti danno per scontate (ma poi c’è gente che dice che vuole donare l’8×1000 all’associazione X di volontariato…ti sembrano scontate?). Ecco dicevo, ho pubblicato questo video e in 2 giorni ci sono state 20.000 visualizzazioni su Youtube, è stato il secondo video più visto in Italia, il video più condiviso su FB in quella settimana…bene capisci quindi che l’obiettivo è stato raggiunto. Quei contenuti sono arrivati a chi credeva che bastasse non firmare per tenersi la propria quota o cmq per darla allo Stato, a chi credeva che firmare per lo Stato significasse fare opere civili e quindi ignorava poi le destinazioni religiose di quelle quote, a chi credeva che firmare per una certa confessione religiosa significasse 100% di quote al terzo mondo ed invece ha visto che vengono spesi più soldi in spot pubblicitari, sostentamento del clero e della confessione religiosa che per Haiti, l’Abruzzo, ecc nonostante ciò che si fa credere in tv. Tutto legittimo sia chiaro, ma fare sapere la verità lo è altrettanto. Dunque una battaglia potrebbe essere non arrendersi facendo conoscere queste cose. Questo è il motivo per cui spesso invito i sostenitori a suggerire la pagina agli amici, non è questioni di numeri, è questione di obiettivi: se vuoi portare quei contenuti e quelle news a molte persone, devono esserci inevitabilmente molte persone a seguirti, altrimenti ci diciamo sempre e solo tra noi le cose e cosa cambia?

7) – La tua pagina spesso viene segnalata da gente che in qualche modo la reputa “pericolosa”, triste che questa cosa accada ancora nel 2010….

Non solo la pagina, il mio profilo è sempre bombardato di segnalazioni. Io stesso spesso vengo avvisato da alcuni fans e quindi vado a vedere su FB questi gruppi che chiamo “moralizzatori” dove trovo la mia faccia con la scritta “segnala”. E’ triste perchè utilizzare il proprio tempo libero per segnalare è uno spreco enorme, ma i commenti a volte sono divertenti: una volta qualcuno ha commentato che pregava affinché io bruciassi all’inferno. Del resto però se l’obiettivo è far cadere la pagina, devono ovviamente far cadere me essendo questa collegata al mio profilo. Cosa che cmq non è successa con il mio primo profilo che mi è stato disattivato, ok, ma alla pagina avevo per intuito già collegato altri account personali, quindi pericolo scampato. Ormai ci ho fatto il callo, gli insulti e le minacce che ricevo nella posta spesso mi seccano, ma cerco di non curarmene per quanto possibile. Del resto mi arrivano anche proposte di matrimonio e complimenti via posta e quindi tutto ciò mi fa sorridere.

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13 commenti leave one →
  1. mt gazzari permalink
    giugno 16, 2010 8:44 am

    credo che in questa frase ci sia un errore

    Si traduce che se la tua religione ti impedisce di abortire, tu non farlo, ma non puoi impedire ad altre donne di seguire le tue regole

    …il senso giusto andrebbe espresso così
    “si traduce….(..),tu non farlo, ma non puoi impedire ad altre donne di seguire le loro regole

    oppure
    ….tu non farlo,ma non puoi costringere altre donne a seguire le tue regole

    altrimenti passa il messaggio opposto…

  2. giugno 16, 2010 8:47 am

    bravo Barillè
    sono con te

  3. Giacomo Marras permalink
    giugno 16, 2010 10:23 am

    Condivo appieno! Non mollare.

  4. antonio atzeni permalink
    giugno 16, 2010 11:26 am

    Secondo me manca molto la capacità di andare oltre.Ci si accontenta dei soliti insegnamenti e tutto il resto rappresenta cose sbagliate.Aggiungiamoci il fatto che siamo un popolo che non legge e si accontenta dell’informazione tv e siamo a cavallo.

  5. laura permalink
    giugno 16, 2010 1:18 pm

    con Barillà dalla fondazione della pagina!

  6. giugno 16, 2010 1:23 pm

    Mi piacerebbe vederti affrontare il tema dello sbattezzo. per il resto …… continua così.

  7. Norman Bates permalink
    giugno 23, 2010 6:59 pm

    Il sig. Barillà non vuole che i dogmi di qualcuno siano le regole di tutti, però vuole che i suoi, siano adottati dallo Stato.

    Per questo, vorrei fare anch’io delle domande ad Antonio Barillà e precisamente 10:

    -1- La laicità, che con le sue idee ci propone, è sinonimo di realtà epurata della moralità?
    -2- Ritiene che uno Stato senza l’influenza dei dogmi, sia uno Stato virtuoso?
    -3- Da 1 a 10, che valore assegna alla vita?
    -4- Per lei, l’aborto è un crimine o la scelta libera di un crimine?
    -5- Lei ha perso il senso della vergogna?
    -6- I termini, spesso usati indiscriminatamente, di “omofobia” e “razzismo” – ammesso che si abbia la capacità di poterne stabilire e/o riconoscerne i confini – non crede che possano essere una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa?
    -7- In due uomini, ci vede una famiglia?
    -8- Non crede che la moralità dettata da Dio, abbia più valore di quella proposta da un sodomita?
    -9- Lei crede in Dio?
    -10- Lei vuole una lettura della realtà scevra dai dogmi o scevra da Dio?.

    Spero che voglia rispondere anche a queste di domande, in nome di chi come me la pensa diversamente e anche capire qualcosa di più su di lei.

    La ringrazio. – Norman Bates

    • giugno 23, 2010 8:46 pm

      Per porre le domande a barilla le consiglio di andare alla sua pagina, la mia è stata solo un’intervista e non ho stretti contatti con lui. Le rispondo alle 10 domande comunque, anche se non sono nessuno.
      1) Laicità significa che un dogma religioso non sia il modello di uno stato, esistono atei, altri credo e anche altre idee e concezioni di Universo non per forza legate a dio e al cattolicesimo. Laicità è dare spazio ad ognuno.
      2) Uno stato senza dogmi è uno stato che si mette in discussione. Il dogma è qualcosa imposto da qualcuno. Non amo le imposizioni.
      3) 10
      4) L’aborto non può essere considerato a priori buono o cattivo. Va discusso a seconda di situazioni. Di sicuro usarlo assiduamente non è un comportamento da persone umane. Usarlo in alcuni casi invece si ed è molto più che umano
      5) il mio concetto di vergogna non deve coincidere con il suo
      6) No, è la libertà religiosa che non deve interferire con chi non lo è. Altrimenti si è in teocrazia.
      7) Si ce la vedo, sono fidanzato da tre anni con il mio compagno. Condividiamo tutto ogni singolo giorno della nostra vita.
      8) Dio non esiste. La invito a provarmi il contrario.
      9) No
      10) No, voglio una società in cui il tuo Dio non debba essere il mio. Ma una società che nemmeno ti vieti di vivere la tua fede. Come non impedisca a me di avere la mia vita.

      Le ricordo che non sono Barillà ma il suo intervistatore. Comunque grazie per aver esposto 10 domande. Spero che presto possa rivolgerle anche a barillà!

  8. Norman Bates permalink
    giugno 24, 2010 10:31 am

    La ringrazio Claudio Bonifazi, per le risposte.
    Non è vero che lei non è nessuno. Non sarà Barillà, a cui le domande erano rivolte, ma le risposte sono bene accette da chiunque e sempre.
    O che forse le risposte di Barillà siano meritevoli più di quanto non lo siano le sue?
    Spero di poterle porgerle anche a Barillà.
    Interessante la sua visione. Io come credente una cosa però, voglio puntualizzarla.
    Io ho la fede e non devo dimostrare nulla. Si crede per fede e non per convenienza.
    Potrei, ad esempio, essere io ad invitare lei a dimostrarmi che Dio non esiste.
    L’affermazione è la sua, io ho posto solo domande.
    Nessuno impone il proprio Dio ad altri. Nessuno la obbliga a pregare o a credere.
    Vede, Dio è maestro di vita e tutto ciò che da Lui viene è verità e giustizia.
    Quanto c’è di male nel mondo oggi, non è dovuto a Dio, ma alla sua assenza nel cuore e nella mente degli uomini…….
    Non so se lei legga o meno la bibbia, perciò vorrei consigliarglielo come un qualsiasi altro libro. Non per fede, ma per cultura personale e ci tengo a precisarlo.
    Poi è libero di non leggerlo, anche di considerarlo un libro di favole. Va Benissimo!
    Spero solo che, qualora decida di leggerlo, possa carpine la morale.
    Per il resto, la ringrazio nuovamente e la saluto.

    • giugno 24, 2010 11:58 am

      Vengo da una forte formazione religiosa. Ho avuto modo di leggere la Bibbia e anche in modo molto approfondito, ho insegnato catechismo in passato e ho avuto anche la fortuna di studiare storia della Chiesa. Proprio una conoscenza storico/culturale col tempo mi ha portato a vedere la Bibbia come un prodotto strettamente umano e non più ispirato da Dio,poichè basta vedere i modi e i tempi in cui è stata scritta e tramandata per capire che di Divino vi è ben poco. Quindi la mia è diventata una sorta di consapevolezza. Non riesco però a tollerare l’esegesi che viene fatta dei testi sacri, i quali vengono interpretati sempre secondo le necessità di chi ha avuto modo di farsi portavoce di Dio. Stando alla Bibbia non si avrebbe modo di vivere nello stato in cui ognuno di noi vive. Solo per il principio di equità “economica” non avrei io modo, nemmeno lei di scrivere al PC poichè è un bene superfluo. Dovremmo dividercelo, venderlo e dare i soldi a chi non ne ha. Quando realizzai che di fatto della Bibbia si vive solo ciò che più ci piace io scelsi alla fine di fare la scelta meno ipocrita. Tutto qui. Da qui nasce la mia visione di un mondo che lascia libero ognuno nel suo credo. L’importante non è invadere l’altro.

  9. settembre 1, 2010 5:31 pm

    Se posso sommessamente illustrare il mio modesto parere:
    ma quanto è difficile capire che, anche se noi dovessimo essere fermamente convinti di essere nel giusto e in possesso della verità, non possiamo imporre le nostre convinzioni ad alcuno? Lavoreremo, democraticamente e con le armi della democrazia, per portare quante più persone dalla nostra parte. Ma nessuno mai ci darà il diritto di imporre agli altri le nostre convinzioni. E compito di uno Stato è (o dovrebbe essere) la salvaguardia del pensiero di chiunque.
    Dovrebbe essere così semplice. Perchè non lo è?

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