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Sembrano proprio come noi – recensione

giugno 20, 2010

Di Claudio Bonifazi.

Un libro stupendo. Breve intenso. inizierei citando le prime righe di questo racconto – documentario sulla vita delle persone in prigione.

E’ un rumore unico, la porta della cella non ha maniglia. Non può venir chiusa se non sbattendola. E’ fatta di Acciaio Massiccio e di cemento dello spessore di circa 10 centimetri. Tutte le volte che si chiude si sente uno schianto come se fosse stato sparato un colpo di fucile. Ma questa detonazione si smorza senza eco alcuna. I rumori di una prigione sono tetri e privi di eco.

Queste sono le parole che cita Daniela de Robert nel primo capitolo del suo libro. Lei è una 17. Nel gergo carcerario una volontaria che ha deciso di donare parte del suo tempo a chi vive in un mondo isolato dagli altri. Un mondo con delle regole scritte e non, con un linguaggio completamente autonomo in cui passano e si susseguono la vita di migliaia di carcerati. E se il classico pensiero è quello di dire che se qualcuno in carcere sta li perchè se lo merita questo libro nasce con l’intento di sfondarlo.  In carcere ci sono prima di tutto persone. Gente che è finita li giustamente oppure ingiustamente o addirittura che è in attesa di giudizio. Fino ad allora si è solo nomi o animali chiusi in gabbia. Le nostre 200 carceri presenti sul territorio Italiano sono sovraffolate e addirittura contro legge. C’è chi aspetta invano l’amore dei propri cari e chi invece lo chiede esplicitamente ai volontari. C’è chi fuori non avrebbe più una vita e c’è chi fuori ha un pezzo di cuore. Errori, incoscenze, volontarietà…possono essere tante le cause per cui qualcuno venga arrestato. Ma il gioco una volta iniziato è lo stesso per tutti e il carcere non fa differenza sul perchè sei dentro. L’importante è che ci sei. E molti non trovano il coraggio di affrontare una vita reclusa la fanno finita. Molti muoiono anche per negligenza…a volte sono i carcerati a sorvegliarsi tra loro per evitare violenze domestiche inferte da alcuni che abusano del potere. Ci sono persone buone e cattive ovunque. Anche dove dovrebbe esserci il bene. Tutti questi temi, l’incostituzionalità delle carceri che in Italia sono solo punitive e non riabilitanti come dovrebbero essere vengono trattati dall’autrice in modo rapido, diretto e chiaro. L’ ho letto in un giorno, anzi una mattinata. Vale la pena fare un viaggio in un mondo che ci è estraneo. Un mondo che è chiuso dietro quei rumori sordi di porte che si chiudono.

Sembrano proprio come noi – Frammenti di vita prigioniera di Daniela de Robert . pp 120 – Bollati Borenghieri editore. 2006 Torino. 15€

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