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Accadde – 1

luglio 5, 2010

Di Luca Parravano

Roma, 6 marzo 1990: a soli 32 giorni dalla morte di Enrico De Pedis, criminale della nota Banda della Magliana, il rettore della basilica di Sant’Apollinare a Roma, monsignor Piero Vergari, attesta con una lettera lo status di grande benefattore del defunto. Dopo 4 giorni l’allora Vicario della diocesi di Roma, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Ugo Poletti, rilasciava il nulla osta alla sepoltura di De Pedis all’interno della basilica di Sant’Apollinare. Il 24 aprile la salma di De Pedis venne traslata dal cimitero del Verano e tumulata nella cripta della chiesa. Tale sepoltura contrasterebbe addirittura con il Diritto Canonico, che sancisce che “Non si seppelliscano cadaveri nelle chiese, eccetto che si tratti di seppellire il Romano Pontefice oppure, nella propria chiesa, i Cardinali o i Vescovi diocesani anche emeriti.” (Can. 1242). Pare quindi strano che entrambi i soggetti coinvolti nella decisione di tumulare De Pedis nella cripta ignorassero questa norma o che conoscendola abbiano deciso entrambi di violarla consapevolmente. Il 9 luglio 1997, la giornalista Antonella Stocco scrisse su “Il Messaggero” della strana sepoltura riservata a Enrico De Pedis, che suscitò vive polemiche e persino un’interrogazione in Parlamento. A seguito di tale articolo venne preclusa al pubblico la discesa dei gradini che conducono alla cripta. Nel luglio del 2005 il caso venne collegato alla vicenda di Emanuela Orlandi, la ragazza cittadina del Vaticano scomparsa nel 1983, quando alla redazione del programma televisivo “Chi l’ha visto?”, in onda su Rai Tre, arrivò una chiamata anonima che diceva: «Riguardo al fatto di Emanuela Orlandi, per trovare la soluzione del caso, andate a vedere chi è sepolto nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare, e del favore che Renatino fece al cardinal Poletti, all’epoca». Dopo questa telefonata, alla redazione della trasmissione di Chi l’ha visto? è stato recapitato un biglietto anonimo con su scritto: “Lasciate in pace Renatino”. Ad oggi, e malgrado proteste e reclami per tale insolita sepoltura si siano levati da più parti, la salma di De Pedis risulta ancora tumulata nella basilica di Sant’Apollinare, attualmente di proprietà della prelatura dell’Opus Dei.

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