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L’Aquila crolla per la seconda volta.

luglio 9, 2010

Un silenzio istituzionale da parte di quel Governo che fino a Ieri si vantava di aver fatto tutto per il Capoluogo Abbruzzese. Un silenzio che si è rotto con rumore di Manganelli. Perchè i poliziotti, purtroppo, devono essere al servizio dei capi. Perché davanti ad una folla delusa e arrabbiata per una situazione disastrosa non ha diritto di Camminare per via del corso per avvicinarsi a quei politici che non ascoltano i propri elettori.

Un sit-in a Piazza Venezia, dove 5 mila persone sarebbero state viste solamente da quei pochi turisti che passavano di li. E’ la moda di tutte le ultime manifestazioni. Percorsi in mezzo al nulla, sit-in che non provocano il minimo disagio, come se oramai manifestare fosse solamente l’essere autorizzati a fischiettare e basta. Una manifestazione deve avere la massima visibilità. Deve arrivare sotto le porte delle istituzioni, che sono sempre occupate a emanare DDL e DL che non cambieranno mai il paese. Chiedere oltre 365 milioni di soldi a L’Aquila significava farla crollare di nuovo. Significava non lasciarle liquidi per la ricostruzione. E’ già, Berlusconi ha dato le Case a tre Aquilani, con tanto di evento TV. Per un costo mediatico di 300.000 euro (fonte espresso). Doveva mostrare che nella Magic Italy tutto andava bene. Dal momento della consegna però de L’Aquila non si è saputo più niente. Iniziano ad uscire i primi scandali della Protezione Civile. Ma di L’Aquila nessuna notizia. Nemmeno una. Hanno fatto credere all’Italia che tutto si fosse concluso con quella festa e che il capoluogo fosse tornato a risplendere, quando ahimè, io personalmente ho persone che vivono in casette di Legno nonostante abbiamo la casa dichiarata agibile. Vi chiederete perchè? la sua risposta è stata “non sanno ancora a chi affidare gli appalti, è scandaloso….” – L’Aquila ha perso tutti i suoi studenti fuori sede, costretti ad abbandonare la città per mancanza di posti letto. Più della metà dei cittadini vive ancora negli Hotel o in camper portando i costi del loro mantenimento a cifre elevatissime. Ma si accusa solo il Governo a riguardo. Purtroppo questa volta la colpa è stata anche di molti giornalisti. L’Aquila non faceva più notizia e monitorare quale fosse la situazione l’ha dovuto fare solo la Guzzanti con Draquila, mostrando le ferite non sanate della città.

Sono serviti i Manganelli per far arrivare la notizia del disagio e lo slittamento del pagamento in toto delle tasse. Sono serviti i manganelli a far crollare le speranze dei 5000 che manifestavano. Ovviamente è stata colpa dei centri sociali. Come sempre sono i centri sociali la colpa di tutto. E la Questura anziché ammettere l’errore di aver bastonato gente che avanzava con le mani alzate (senza bastoni, caschi o volti coperti) dichiara che come sempre la colpa è “comunista”.

Sotto vi riporto un video di 8 minuti di un Aquilano.

L’Aquila ieri è crollata di nuovo, sotto le macerie dell’indifferenza dei politici.

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