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Ecco perchè non mi sento Italiano

ottobre 12, 2010

Voglio citare una battuta del film di Mine Vaganti, in cui Marco si vantava di essere nel 2010, un secolo ormai moderno. E Tommaso risponde dicendo che purtroppo siamo nel 2010 e non più nel 2000.

Proprio cosi, da 10 anni a questa parte, gli orrori della vita hanno cominciato a diffondersi delicatamente tra la classe che si autodefinisce buona, valorosa e assetata di giustizia, portando al ribaltamento dei vocaboli e del lessico mondiale. Pur di non vedere in pericolo il proprio piccolo feudo, formato da casa, lavoro e divertimento, l’Italiano medio, ha iniziato a tollerare termini che stanno assumendo significati sempre più terribili. Si inizia con la guerra, che viene chiamata missione di Pace. Si passa poi a uguagliare immigrato con criminale e a sostituire il gay con una scelta sbagliata di vita. Un linguaggio mediatico, spietato che sta mirando a formare veline e calciatori. E vedere che due che per un Calippo e na Bira vanno in tv e ricevono interviste, mentre l’informazione muore giorno dopo giorno nell’uso privatistico di stampa e tv.

Eravamo Italiani veri quando eravamo internazionali, quando siamo entrati in Europa ed eravamo contenti di portare la nostra cultura in giro. Ci vantiamo di Dante, di Petrarca del Colosseo, ma abbiamo abbandonato l’Università, lo studio e la ricerca! Ci siamo definiti Caput Mundi, il centro del mondo e ora chiamiamo gli altri “sporco immigrato”.

Eravamo coloro che giovano nel leggere gli articoli della Costituzione, portatrice di Uguaglianza, Lavoro e Parità Sociale. E proprio perché abbiamo cominciato a capire che la libertà altrui, l’uguaglianza sono troppo pericolose per il nostro piccolo feudo personale, allora abbiamo cominciato a definire “vecchia e obsoleta” la nostra Carta Costituzionale.

Eravamo un popolo sereno, fiero e stimato. Eravamo santi, poeti e viaggiatori. Ora siamo in mano a papponi, profani che vogliono togliere l’italiano dalle scuole, e chiusi dentro i nostri confini. Eravamo Italiani. Eravamo fieri di esserlo. Io non sono Italiano e non vorrò mai dichiarami tale se la maggioranza dei miei “connazionali” vota lega, predica l’odio e fanatismo contro le dignità umane. Non sarò italiano, fino a quando la metà più uno dei miei “connazionali” ha ancora intenzione di minacciare giudici, scuola, sanità, istruzione e cultura. Non sarò più Italiano se non ho modo di condividere la mia italianità con lo straniero. Non ha senso essere Italiani tra Italiani. Lo ha esserlo in mezzo al mondo.

Ieri una donna è rimasta esanime in come, a terra, in pieno giorno alla stazione Anagnina.

La gente, Italiana, è passata vicino ad un corpo senza fermarsi a vedere se stesse bene o no.(chiaramente non lo stava).

E la cosa bella è che gli Italiani, davanti a questa Merda, non hanno avuto nemmenno l’accortezza di chiudere la Bocca.

Ecco i commenti di alcuni “Connazionali” che inviterei a chiedere cittadinanza al paese dell’immoralità.

” Purtroppo, le cose stanno esattamente come temi: in questo paese ormai retrocesso all’età delle caverne, è diventato comune sentire persone che tranquillamente, e convinte di dire cose normali, sparano orrori tipo:

– se restava in Romania non le sucedeva niente.
– questo odio è tutta colpa dei romeni violenti, era prevedibile che prima o poi succedesse.
– l’ha provocato lei.
– volete la parità tra uomo e donna? Eccovela.
– non intervenire è giustificabile, perché non si sa mai cosa si rischia
– chi non ha soccorso la donna neanche dopo che l’aggressore era lontano è giustificato, perché pensava che fosse una barbona o una drogata.

Ecco che razza di cittadini sono diventati alcuni italiani. Non tutti. Non la maggioranza. Ma una percentuale ormai preoccupante.
L’unica sensazione che provo è un fortissimo senso di voltastomaco.
E la quasi certezza che da questa spirale ci risolleveremo, forse, tra 3-4 generazioni. Se tutto andrà nel migliore dei modi possibili. Il che è improbabile”

Il commento quotato è tratto da http://www.ilmessaggero.it

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