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Donare il sangue? Perchè no?

dicembre 18, 2010

di V.Gramigni

 

Forse dovrebbe iniziare così, un articolo “pro donazione del sangue”. Ma penso che ce ne siano a centinaia, magari con i dati alla mano, con le statistiche di quante vite si possono salvare, di quante persone si possono aiutare. Quindi, ho deciso solo di raccontarvi la mia personale esperienza.

Ieri, per la prima volta in vita mia, ho donato il sangue. Faccio analisi ogni sei mesi per controllare una malattia cronica, ed ogni volta mi tocca girare la testa dall’altra parte, che solo l’idea di un ago nel braccio mi disturba non poco. Eppure mi sono detta che tentare non poteva essere così disastroso. E poi, probabilmente non avrei potuto donare, a causa della mia malattia.

Ci sono due strade per donare il sangue: la prima è affiliarsi ad un’associazione, come l’AVIS, la seconda è, più semplicemente, presentarsi al centro trasfusionale di qualsiasi ospedale e richiedere il modulo. Si compilano questi due fogli in cui si chiede se si è assunto farmaci, se si hanno rapporti sessuali a rischio, se si ha qualche malattia, poi si passa al colloquio con un medico, che, fondamentalmente, si assicura che le risposte date sul modulo siano state comprese e le risposte quindi veritiere.

Dato l’ok, si passa alla sala prelievi, dove un addetto fa una piccola puntura su un dito, prendendo una goccia di sangue, e poi si passa alla donazione vera e propria: sdraiati su un lettino, a chiacchierare del più e del meno per cinque minuti circa, mentre un’infermiera vi chiede se volete thè, caffè, cappuccino dopo la donazione.

Ed il gioco è fatto. Una volta finito, si resta qualche minuto seduti, e poi via, a fare una supercolazione offerta dallo Stato.

Questo è, tecnicamente, come avviene il tutto.

Quello che vorrei raccontarvi è come ci sente, dopo. Il senso di pace. Il sollievo. E una pervasiva sensazione di aver fatto una cosa buona. Non sono una buonista, ed anzi conservo una buona dosa di cinismo: come molti, penso che la mia felicità ed i miei bisogni vengano prima di quelli altrui. Ma questo piccolo gesto gratuito mi ha riempito di serenità, e mi ha dato, egoisticamente, una soddisfazione immensa. Per non parlare delle crostatine al cioccolato che ho mangiato, ovviamente!

Gli uomini possono donare quattro volte l’anno, le donne due. Nessuno è medico, nessuno sa con certezza se e perchè non potrebbe donare il sangue. Ci vuole pochissimo. E fa bene, a chi lo fa prima che a chi lo riceve.

A allora… perchè no?

 

Spooky

 

La resa dei conti

dicembre 13, 2010

Blocchi di polizia davanti a MontecitorioCi siamo, mancano ormai poche ore al verdetto della Camera dei Deputati sulla fiducia al Governo. Situazione incerta fino all’ultimo, quasi fosse il golden goal di una partita, dove purtroppo il vincitore lo si scopre solo nell’istante in cui si segna. Poche le mosse disponibili, l’unico vero e grande colpo di scena potrebbe essere Fini, che anziché non votare, come da prassi per il presidente della camera, questa volta voti e si dimetta. Ma anche se il Governo cadesse, poi cosa succederebbe in Italia? Tutte le altre controparti hanno avuto l’abilità di non aver creato un’alternativa valida al Berlusconismo. E vorrei tirare ora le accuse ai singoli partiti.

Partirei con UDC. Il caro Casini è un po’ la meretrice della politica Italiana. Ha scelto una filosofia impeccabile, buttarsi sempre dove si vince. Qui si devono sprecare davvero poche parole. In caso il governo B. cada sarebbe disposto ad una alleanza con FLI e insieme arriverebbero solo al 15%, se ci si aggiunge quel minimo valore che Rutelli, grazie a Dio, non ha saputo prendere.

FLI; Vuole una nuova destra Italiana, che non esiste. Lega non è un partito di destra, ma un obrobrio a se stante. Il PDL opportunismo allo stato brado la cui unica filosofia di vita è quella di dire che Berlusconi è bello bravo e buono. Vogliono come unico alleato la Lega, anche perchè il PDL senza Silvio non esisterebbe più.

La LEGA: continua come un cavallo con i paraocchi contro i “mali” del mondo: immigrati, gay, islam e sud. Avrebbe come unico alleato il PDL e forse “La destra” di storace.

Il PD, grazie alla politica del non fare oscilla a seconda degli umori della dirigenza tra un’alleanza col centro sinistra e una con FLI e UDC. Stenderei un serissimo velo pietoso. Una politica deludende, priva dei suddetti, priva di una identità che è troppo sospesa e paralizzata tra sinistra e cattolicesimo pesante.

IDV: non mi è mai piaciuto come partito, ma almeno è l’unico che da anni strilla incondizionatamente contro B. Vorrebbe alleanza con SEL e PD

SEL: Realtà interessante, a mio favore la migliore. Ma troppo sola per stravincere. Vendola ha portato per la prima volta un partito di Sinistra al 7%. Tanto di cappello, ma ci penserà il PD a mozzargli le ali. SEL vuole solo IDV e PD.

E tirando le somme ecco che alla fine tutti dipende sempre dal Partito Democratico. Che fa aumentare l’astensionismo a causa del suo oscillare. Quando oscilla a DX perde acqua a SX e viceversa. Chissà se continua cosi riuscirà a svuotarsi.

E allora ecco le prospettive:

Governo tecnico con FLI UDC e PD per arrivare a cosa? Cambio legge elettorale? Direi che fondamentale sarebbe il conflitto di interessi, altrimenti B. torna grazie ai consensi e all’incapacità dell’opposizione

Voto con trionfo PDL+LEGA grazie alla legge Porcellum

Elezioni, con un centro destra al 30% (PDL LEGA) un centro sinistra intorno al 27% (IDV SEL PD) e il centro al 16% (FLI UDC API MPI). Morte del bipolarismo Italiano.

Governo con premier Tremonti…a che cavolo servirebbe? Cosa cambierebbe avendo come premier Edward Mani di Forbice che taglia qualunque cosa gli capiti sotto gli occhi?

Ma dopo una analisi del genere, non avete voglia di emigrare? Per cosa dovremmo festeggiare domani in caso B. cada?

Cosa vi aspettate il 14 dicembre?

dicembre 12, 2010

Ecco perchè non mi sento Italiano

ottobre 12, 2010

Voglio citare una battuta del film di Mine Vaganti, in cui Marco si vantava di essere nel 2010, un secolo ormai moderno. E Tommaso risponde dicendo che purtroppo siamo nel 2010 e non più nel 2000.

Proprio cosi, da 10 anni a questa parte, gli orrori della vita hanno cominciato a diffondersi delicatamente tra la classe che si autodefinisce buona, valorosa e assetata di giustizia, portando al ribaltamento dei vocaboli e del lessico mondiale. Pur di non vedere in pericolo il proprio piccolo feudo, formato da casa, lavoro e divertimento, l’Italiano medio, ha iniziato a tollerare termini che stanno assumendo significati sempre più terribili. Si inizia con la guerra, che viene chiamata missione di Pace. Si passa poi a uguagliare immigrato con criminale e a sostituire il gay con una scelta sbagliata di vita. Un linguaggio mediatico, spietato che sta mirando a formare veline e calciatori. E vedere che due che per un Calippo e na Bira vanno in tv e ricevono interviste, mentre l’informazione muore giorno dopo giorno nell’uso privatistico di stampa e tv.

Eravamo Italiani veri quando eravamo internazionali, quando siamo entrati in Europa ed eravamo contenti di portare la nostra cultura in giro. Ci vantiamo di Dante, di Petrarca del Colosseo, ma abbiamo abbandonato l’Università, lo studio e la ricerca! Ci siamo definiti Caput Mundi, il centro del mondo e ora chiamiamo gli altri “sporco immigrato”.

Eravamo coloro che giovano nel leggere gli articoli della Costituzione, portatrice di Uguaglianza, Lavoro e Parità Sociale. E proprio perché abbiamo cominciato a capire che la libertà altrui, l’uguaglianza sono troppo pericolose per il nostro piccolo feudo personale, allora abbiamo cominciato a definire “vecchia e obsoleta” la nostra Carta Costituzionale.

Eravamo un popolo sereno, fiero e stimato. Eravamo santi, poeti e viaggiatori. Ora siamo in mano a papponi, profani che vogliono togliere l’italiano dalle scuole, e chiusi dentro i nostri confini. Eravamo Italiani. Eravamo fieri di esserlo. Io non sono Italiano e non vorrò mai dichiarami tale se la maggioranza dei miei “connazionali” vota lega, predica l’odio e fanatismo contro le dignità umane. Non sarò italiano, fino a quando la metà più uno dei miei “connazionali” ha ancora intenzione di minacciare giudici, scuola, sanità, istruzione e cultura. Non sarò più Italiano se non ho modo di condividere la mia italianità con lo straniero. Non ha senso essere Italiani tra Italiani. Lo ha esserlo in mezzo al mondo.

Ieri una donna è rimasta esanime in come, a terra, in pieno giorno alla stazione Anagnina.

La gente, Italiana, è passata vicino ad un corpo senza fermarsi a vedere se stesse bene o no.(chiaramente non lo stava).

E la cosa bella è che gli Italiani, davanti a questa Merda, non hanno avuto nemmenno l’accortezza di chiudere la Bocca.

Ecco i commenti di alcuni “Connazionali” che inviterei a chiedere cittadinanza al paese dell’immoralità.

” Purtroppo, le cose stanno esattamente come temi: in questo paese ormai retrocesso all’età delle caverne, è diventato comune sentire persone che tranquillamente, e convinte di dire cose normali, sparano orrori tipo:

– se restava in Romania non le sucedeva niente.
– questo odio è tutta colpa dei romeni violenti, era prevedibile che prima o poi succedesse.
– l’ha provocato lei.
– volete la parità tra uomo e donna? Eccovela.
– non intervenire è giustificabile, perché non si sa mai cosa si rischia
– chi non ha soccorso la donna neanche dopo che l’aggressore era lontano è giustificato, perché pensava che fosse una barbona o una drogata.

Ecco che razza di cittadini sono diventati alcuni italiani. Non tutti. Non la maggioranza. Ma una percentuale ormai preoccupante.
L’unica sensazione che provo è un fortissimo senso di voltastomaco.
E la quasi certezza che da questa spirale ci risolleveremo, forse, tra 3-4 generazioni. Se tutto andrà nel migliore dei modi possibili. Il che è improbabile”

Il commento quotato è tratto da http://www.ilmessaggero.it

Perchè non sono Cristiano.

ottobre 10, 2010

Riporto qui di seguito tutte le Citazioni di Bertrand Russell, riguardo la fede. Banalmente tratto da Wikiquote. Ma calza dall’inizio alla fine, tutto il mio pensiero. Buona lettura.

Vi spiegherò perché non sono cristiano. E qui bisogna subito chiarire il significato della parola. Oggi molti la usano non sempre a proposito. Certuni definiscono cristiano la persona che cerca di condurre una vita retta. Esisterebbero allora cristiani in ogni setta e credo religiosi. Forse che tra i buddhisti, i confuciani, i maomettani non figurano persone ammodo? Certamente non è questo il vero significato della parola. Per venire a buon diritto chiamati cristiani, occorre molta fede, e ben definita. La parola, ora, non ha la stessa chiara applicazione dei tempi di sant’Agostino e di san Tommaso, quando dogmi precisi erano accettati con profonda convinzione.

  • Il cristianesimo, così com’è organizzato, è stato ed è tuttora il più grande nemico del progresso morale nel mondo.
  • Io sono fermamente convinto che tutte le religioni, come sono dannose, così sono false. […] Il mondo necessita di menti e di cuori aperti, non di rigidi sistemi, vecchi o nuovi che siano. (prefazione)
  • Gli argomenti speculativi non spingono gli uomini a credere in un Dio, molti vi credono solo perché non sanno liberarsi dagli insegnamenti appresi nell’infanzia: nell’uomo c’è il desiderio di credere in Dio per bisogno di sicurezza e di protezione.
  • Possiamo constatare che, in ogni epoca, l’intensità della fede religiosa è andata di pari passo con inaudita crudeltà e scarso benessere.
  • La nostra concezione di Dio deriva dall’antico dispotismo orientale, ed è una concezione indegna di uomini liberi. Non ha rispetto di sé stesso chi si disprezza e si definisce miserabile peccatore […] Non bisogna rimpiangere il passato o soffocare la libera intelligenza con idee che uomini ignoranti ci hanno propinato per secoli. Occorre sperare nell’avvenire e non voltarsi a guardare a cose ormai morte che, confidiamo, non rivivranno più in un mondo creato dalla nostra intelligenza.
  • La paura porta alla crudeltà, ed è per questo che crudeltà e religione stanno bene insieme.
  • Non credo ci sia un solo santo, in tutto il calendario, la cui santità sia dovuta ad opere di vera utilità pubblica.
  • Il cristiano moderno è divenuto certamente più tollerante, ma non per merito del cristianesimo. Questo addolcimento del costume è dovuto a generazioni di liberi pensatori che – dal Rinascimento ad oggi – hanno provocato nei cristiani un senso di sana vergogna per i loro tradizionali pregiudizi.
  • È palese che alla base della religione c’è la paura poiché – ogni qualvolta accade una disgrazia – si rivolge il pensiero a Dio: guerre, pestilenze, naufragi e cataclismi promuovono la religione. Ma la religione solletica anche la vanità, l’orgoglio, la presunzione .
  • La superstizione influisce negativamente non soltanto sui metodi educativi, ma anche sulla scelta degli insegnanti.
  • La fede in una vita futura non nasce da argomenti razionali, bensì da emozioni. Fra queste, la più importante è la paura della morte, istintiva e biologicamente utile. Se davvero credessimo nella vita futura, il pensiero della morte non ci spaventerebbe affatto.
  • In senso lato, si potrebbe dire che ai protestanti piace essere buoni, ed hanno inventato la teologia per mantenersi tali, mentre ai cattolici piace essere cattivi, ma hanno inventato la teologia per mantenere buono il prossimo…
  • La morale non è strettamente legata alla religione come pretendono le persone religiose. Direi, anzi, che certe fondamentali virtù si riscontrano più facilmente fra coloro che rifiutano i dogmi religiosi che fra coloro che le accettano.
  • Ogni Chiesa sviluppa un istintivo senso di autoconservazione e mette in ombra quelle parti della dottrina del fondatore che non servono allo scopo.
  • Il mondo non ha bisogno di dogmi; ha bisogno di libera ricerca.
  • Credo che quando morirò il mio corpo si decomporrà, e nulla del mio io sopravviverà. La felicità non è meno vera solo perché finisce, e nemmeno il pensiero e l’amore perdono valore perché non sono eterni.
  • Con il progresso del sapere e della tecnica, la felicità universale può essere raggiunta; ma il principale ostacolo alla loro utilizzazione per tale scopo è l’insegnamento della religione. La religione impedisce ai nostri figli di ricevere un’educazione razionale; la religione ci impedisce di rimuovere le cause fondamentali delle guerre; la religione ci impedisce di insegnare l’etica della collaborazione scientifica in luogo delle vecchie aberranti dottrine di colpa e castigo. Forse l’umanità è alla soglia di un periodo aureo; ma per poterla oltrepassare sarà prima necessario trucidare il drago di guardia alla porta: questo drago è la religione.
  • Se un filosofo è un uomo cieco, in una stanza buia, che cerca un gatto nero che non c’è, un teologo è l’uomo che riesce a trovare quel gatto

 

Perchè il mondo ha bisogno del Vegetarianismo

settembre 22, 2010

Di Luca Gonzatto.

L’inquinamento e la terra in continuo disfacimento, la fame nel mondo e la povertà sempre più progressiva, la salute sempre più precaria dell’uomo son tutti mali raggruppabili in un unico insieme: il consumo sempre più fuori controllo dell’uomo d’oggi.

Non tutti sanno cosa sia in realtà il vegetarianismo: molti si soffermano ad apparenze ma altri, i più coraggiosi, vanno sino al nocciolo della questione traendo delle conclusioni che non son così “estremiste” o banali come possono sembrare ai più. Le cause che spingono una persona ad una scelta di vita così drastica come ridefinire il proprio stile alimentare e non son essenzialmente tre;possono essere motivazioni di tipo etico, ambientale ed umano oppure salutista.

Il punto di vista etico è chiaro e scontato: oramai tutti sono coscienti che per la produzione di carne vengono utilizzati animali che per tutta la loro vita hanno sofferto le pene dell’inferno subendo costrizioni innaturali, amputazioni di arti o parti del corpo, privazioni di cibo luce spazio e lunghi trasporti per arrivare all’ultimo luogo che vedranno: il mattatoio dove non li attenderà altro che la faccia peggiore della morte. Dalla nascita sino alla morte l’animale sarà considerato un oggetto, verrà maltrattato e gli verranno privati non solo spazi e alimenti ma la dignità di vivere nel modo più rispettabile e semplice possibile. Tutta la sua vita sarà un susseguirsi di sofferenze inutili ed atroci.

Ma non si ferma qui il vegetarianismo, va oltre se consideriamo il fattore ambientale; la produzione della carne è al primo posto nella scala dell’inquinamento infatti, per produrre di un kg vengono utilizzati 35 mq di foresta, 15000 lt d’acqua, 15 kg di cereali  e prodotti 36 kg di CO2. In sordoni quindi, <<ogni anno 150 milioni di tonnellate di cereali sono destinate a bovini, polli e ovini, con una perdita di oltre l’ 80% di potenzialità nutritiva; in pratica il 50% dei cereali e il 75% della soia raccolti nel mondo servono a nutrire gli animali d’ allevamento. L’ America meridionale, per fare posto agli allevamenti, distrugge ogni anno una parte della foresta amazzonica grande come l’ Austria>> Scrisse il sei giugno su “Repubblica” il dott. Umberto Veronesi. Sempre su Repubblica scrisse: <<Occorre una rivoluzione nell’ alimentazione dei Paesi ricchi per dare il via concretamente e subito ad una soluzione della tragedia dei Paesi poveri, dove si soffre la fame>>

Il vegetarismo è anche salute, è una corrente di pensiero e di vita che non si ferma all’ambiente ed agli animali ma è anche salute: prevenzione e cura!!! la scarsa presenza di acidi grassi saturi è un toccasana per la salute  visto che gli acidi grassi -altamente contenuti nella carne- sono il cancro dell’uomo moderno; chi non ha parenti o amici che soffrono di malattie cardiovascolari?? colesterolo, arteriosclerosi, ipertensione, ictus ed altre malattie sanguigne son la causa di una dieta troppo smodata ed innaturale per l’uomo. L’American Dietetic Association –la maggiore e principale associazione di nutrizionisti e professionisti dell’alimentazione– ha sostenuto più volte pubblicamente di quanto la dieta vegetariana sia preziosa per l’uomo in quanto “adatta per tutti i cicli vitali e ricca di tutte le sostanze nutritive di cui l’uomo ha bisogno”.

Come possiamo celebrazione la vita se per vivere dobbiamo negare la vita al mondo,  al sistema di cui facciamo parte ed ad altri esseri viventi?

E’ giunta l’ora che Bersani affronti se stesso.

settembre 13, 2010

Se il centrodestra sta distruggendo il Paese è stato grazie agli interventi non interventisti del PD da quando è stato fondato. Un grande partito con tantissima gente volenterosa, che purtroppo risiede solamente nella parte bassa del partito, è che è ben lungi dal sedere vicino all poltrone che decreteranno finalmente una volta per tutte il suicidio definitivo del PD.

Triste, triste dover vedere quale politica vera sti attuando il PD. Balle quando raccontano del Governo di Transizione, balle quando parlano di nuovo Ulivo e balle quando definiscono il PD l’alternativa a Berlusconi. L’ultimo riccatto di Bersani è palese. Mettere out Vendola, scendere a compromessi con una componente di alleati che bloccherebbero Vendola in tutto, in ogni azione politica che potrebbe prendere anche da Premier di una eventuale PD UDC SEL IDV. E’ il non voler decollare. E’ il voler volare con una zavorra (UDC) attaccata alla mongolfiera del centro sinistra. E tutto questo per quale motivo? Per mettere il più “votato” dai sondaggi OUT. Il vero “problema” è Vendola. Si parla di primarie di Coalizione, ma se il PD sta facendo in modo che SEL venga messo in diffcoltà nel volersi alleare con PD e UDC il motivo è chiaro. Vendola non farebbe parte della coalizione e quindi non potrebbe partecipare al voto delle primarie.

Forse è giunta l’ora che Bersani affronti se stesso nelle primarie, ovvero che accetti la possibilità di perdere il ruolo che ha, e di lasciare davvero gli elettori di sinistra di scegliere chi avere. Ma tale paura è tanto forte da preferire una alleanza con chi ha nelle proprio schiere uno come Cuffaro, uno cognato di Caltagirone, pur di non rischiare di perdere in un partito con Di Pietro e IDV.

E’ stato bello vedere vendola osannato a Torino, e vedere una Bindi, per forza di cose, dover Garantire le primarie di Coalizione. E infatti ecco che subito dopo una settimana la coalizione si sposta a destra. Tutto per paura delle primarie. Bersani forse è ora  che diventi un uomo con le palle e si metta a vincere nel territorio che gli compete: la sinistra, non con schieramenti di altre vedute. La legge elettorale può piacere o no, queste sono le carte con cui si gioca. Il nostro compito è quello di strappare il premio di maggioranza senza inciuci. Ma tramite i valori in cui crediamo, valori che di certo non si rispecchiano nell’UDC

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